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Il progetto 2009/2015 "I reggiani, per esempio"

Ultimo Aggiornamento: 05/05/2016

I reggiani, per esempio

Reggio Emilia è una città caratterizzata da un elevato tasso di capitale sociale.
Sono centinaia le organizzazioni del Terzo settore e migliaia i volontari che quotidianamente compiono gesti spontanei di solidarietà e responsabilità.
Al ruolo e al valore del capitale sociale reggiano sono attribuite molte delle ragioni che hanno portato il modello emiliano a svilupparsi ed evolversi economicamente e socialmente e ad essere considerato universalmente un modello di successo.

E’ a partire da questo contesto che, dal 2008, il Comune si è attivato per valorizzare l’attivismo dei cittadini nella direzione della sussidiarietà orizzontale, come compartecipazione alla cittadinanza e al conseguimento degli obiettivi delle politiche pubbliche.
Lo ha fatto con un progetto intitolato 'I reggiani, per esempio' - che si è sviluppato tra il 2008 e il 2015 - con cui si è voluto in un primo momento mappare le forme di sussidiarietà già presenti sul territorio, per poi sostenerle, sia nelle forme organizzate che non, nella tutela e sviluppo del bene pubblico e nella realizzazione dell’interesse generale.
A partire dal 2015 - anche in concomitanza con la chiusura delle circoscrizioni- il Comune ha ripreso la progettazione per definire nuove modalità di partecipazione e collaborazione tra cittadini e Amministrazione in linea con il nuovo scenario arrivando a definire il progetto “Siamo QUA_Il comune a misura di quartiere”.

Progetto
Con “I reggiani, per esempio” il Comune di Reggio Emilia aveva l'obiettivo di rafforzare il sistema di ‘welfare di comunità’, con la costruzione di una rete di soggetti ed azioni che contribuissero, in modo sinergico, alla progettazione delle politiche pubbliche e all’erogazione di servizi efficaci ed efficienti rispetto ai bisogni di una città e di una comunità.

In particolare il Comune ha inteso promuovere il valore della partnership tra pubblico e privato, favorendo la costruzione di un patto di reale sussidiarietà orizzontale.

Dopo una prima fase di lancio, il progetto “I reggiani, per esempio” è diventato non solo una raccolta di buone pratiche, ma esso stesso una buona pratica da riprodurre, diffondere e condividere fino ad essere considerato una buona pratica di cittadinanza attiva e sussidiarietà orizzontale, un modello di riferimento per la comunità reggiana in cui ognuno è chiamato a fare qualcosa per migliorarla, a dare un contributo e a compiere azioni e gesti solidali verso gli altri e il bene comune.

Le fasi del progetto
Il progetto “I reggiani, per esempio” nasce nel 2008 come mappatura del ricco capitale sociale di Reggio Emilia. In un primo momento l'obiettivo è quello di mettere ordine e valorizzare le tante esperienze di solidarietà presenti sul territorio reggiano.
Nel corso degli anni il progetto si evolve fino ad arrivare a coinvolgere direttamente la comunità reggiana nel raggiungimento degli obiettivi di politica pubblica, attraverso diverse forme di partecipazione e cittadinanza attiva.

Le azioni che abbiamo messo in campo con il progetto I reggiani, per esempio si possono suddividere in 3 grandi fasi:

Fase 1: la mappatura del capitale sociale
Con la prima fase de ‘I reggiani, per esempio’ abbiamo voluto censire le tante esperienza di solidarietà presenti sul territorio reggiano. Come? Attraverso una chiamata, rivolta alla città, e in particolare a enti, associazioni, imprese, gruppi di cittadini o singole persone, per realizzare una mappatura di tutte le buone pratiche di cittadinanza attiva e responsabilità sociale.
La fase di censimento delle storie si è conclusa in pochi mesi con la raccolta di oltre 300 storie provenienti da più di 250 soggetti diversi.

Analisi dei risultati e riposizionamento
Nel corso del 2009 abbiamo proseguito la raccolta di storie lanciata con la prima fase e concentrato i nostri sforzi nella valorizzazione di queste esperienze.
Sono stati prodotti venti brevi racconti filmati, realizzati in collaborazione con il centro di produzione TRVideo di Telereggio, sono stati pubblicati sul sito e sul canale Youtube del Comune e resi disponibili alla fruizione pubblica all’interno di uno sportello informativo comunale situato nella piazza dove ha sede il Municipio. Dopo un lungo lavoro di raccolta, lettura, riscrittura e relazione, le oltre 300 storie di solidarietà hanno preso forma e vita nel libro “Belle storie. Esperienze di solidarietà, responsabilità sociale e cittadinanza attiva a Reggio Emilia”, pubblicato poi nel maggio 2011.

Fase 2: il sostegno alla coprogettazione delle azioni per il bene comune
In una seconda fase, siamo passati dalla raccolta delle buone pratiche al coinvolgimento della comunità nella realizzazione dell’interesse generale, attraverso la promozione di comportamenti e azioni condivise e responsabili.
Lo abbiamo fatto attraverso 3 bandi pubblici promossi grazie alla partnership con il Forum del Terzo settore.
Con questi bandi abbiamo finanziato progetti di cittadinanza attiva della comunità organizzata che rispondessero agli obiettivi del programma di governo.

Nella primavera del 2010 abbiamo lanciato il primo bando: hanno risposto 219 soggetti differenti che hanno presentato 439 progetti. Di questi ne sono stati finanziati 175 con 800.000€.

Nel 2012 abbiamo lanciato il secondo bando: hanno risposto 189 soggetti differenti che hanno presentato 253 progetti. Di questi ne sono stati finanziati 97 con 400.000€, di cui 30.000€ riservati agli istituti scolastici.

Nel gennaio 2014 è uscito il terzo bando pubblico, del valore complessivo di 250.000€, per sostenere progetti a favore del benessere della comunità.

I bandi hanno stimolato l’imprenditorialità sociale dei reggiani, che hanno scelto di fare rete per mettere le proprie idee e le proprie risorse a disposizione della comunità e per dar vita a numerose piccole iniziative, nate dal basso, ma volte a migliorare la qualità complessiva della vita dell’intera comunità.

Fase 3: La promozione del volontariato
La terza fase del progetto è stata indirizzata verso la promozione del volontariato individuale e la valorizzazione della cittadinanza attiva.

Abbiamo istituito - assieme al Forum del Terzo Settore e a DarVoce - una leva civica chiamata “Anche tu per esempio” rivolta ai cittadini di ogni età, per chiedere loro tempo e competenze da mettere a disposizione della comunità in modo gratuito e spontaneo.

E la risposta della comunità a questa chiamata è stata sorprendente: dal marzo 2011 ad oggi, dopo 4 chiamate, 903 cittadini hanno dimostrato interesse per uno degli oltre 170 progetti di volontariato proposti da Comune di Reggio Emilia e Forum Terzo settore in ambito sociale, educativo, ambientale, culturale, amministrativo.
Di questi 903, 725 hanno sostenuto il colloquio di orientamento preliminare all’inizio dell’attività di volontariato e 377 hanno iniziato la loro esperienza di cittadinanza attiva mentre gli altri sono in attesa di essere contattati dal servizio / associazione o di iniziare l’attività.
Ancora una volta i reggiani hanno confermato il loro senso civico e la loro voglia di mettersi a disposizione degli altri e del bene comune.

Tra il 2011 e il 2013 - L'esportazione del modello 'I reggiani, per esempio' in italia e in Europa
Anche tu per esempio_Spezia“I reggiani, per esempio” sono diventati nel tempo un modello strutturato di cittadinanza attiva e solidarietà sociale.
Grazie alla rete di soggetti (pubblici e privati) e alle azioni che sono riusciti a mettere in piedi, hanno potuto in diversi modi rappresentare una risposta ai bisogni della società, favorendo la costruzione di un patto di reale di sussidiarietà orizzontale.
Dato il suo successo, il modello I reggiani, per esempio ha varcato i confini locali nel corso degli anni:
1) è approdato in Regione Emilia-Romagna con la firma di un protocollo il 7 ottobre 2013
2) è arrivato a La Spezia, dove la Provincia ha ricalcato le orme reggiane a partire dalla mappatura delle belle storie fino ad arrivare all'attivazione di leve civiche di volontariato col progetto "Anche tu per esempio_Spezia"
Euforex-Europeans, for example3) ha varcato i confini italiani arrivando in Europa col progetto "Euforex-Europeans, for example": Spagna, Austria, Romania,Turchia in partnership per replicare il modello I reggiani, per esempio e disseminarlo in Europa.
Quest'anno la partecipazione avviene tramite l'avviso pubblico di bando "Eventi e Restate 2016"



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